"La carta è biodegradabile, ma ci mette un po' e almeno resta la speranza che qualcuno possa leggerla. Qualcuno che sapeva che c'eri e lo racconterà a un altro e l'altro all'altro ancora e così via.
La parola non è soggetta a biodegradabilità. Le parole restano e tu devi scriverle. Scrivere come se l'intera esistenza avesse bisogno di certezze: atti di nascita, certificati di morte e un timbro, che dimostri che c'eri. Scrivere che tra l'atto e il certificato hai patito l'insonnia e ha provato la felicità e certe cose ti facevano venire il mal di pancia e starnutivi quando vedevi il sole e tutto era importante, per quanto banale, parte del quotidiano di tutti i presenti. Senza il tuo passaggio e il mio, il mondo sarebbe un'altra cosa, solo più saggia, forse.
Scrivere è l'unica via di scampo."

Karla suarez (da La viaggiatrice, Guanda ed.)

(Anche dai libri più impensati si può rubare qualcosa...)


1 commento:

Anonimo ha detto...

silvia: WOW!
e.