"Per sua fortuna si era preso quel tic, rispondendo istintivamente alla nonna sullo stesso tono, cioè in sillabe ritmate. Ma non avendo, come lei, ingerito quelle migliaia di versi una notte dopo l'altra, doveva inventarseli. Finchè era vissuto con i suoi, era andato tutto bene. Ma non appena si era avventurato nel mondo esterno, quel riflesso raciniano gli era costato caro. Aveva tentato invano vari metodi per reprimerlo, poi aveva finito per lasciar perdere, versisficando sfrenatamente, borbottando come sua nonna, e quella mania aveva esasperato i suoi superiori. Ma l'aveva anche salvato in vari modi, perchè scandire versi introduceva un'incomparabile distanza - a null'altra eguale - tra lui e il frastuono del mondo..."

Fred Vargas, Nei boschi eterni

(la soluzione giusta?)

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